Comprendere se stessi,
dare significato
alle proprie esperienze.
Le difficoltà psicologiche si manifestano in modi diversi: attraverso l'ansia, il rapporto con le proprie emozioni, l'immagine che abbiamo di noi stessi o le relazioni che costruiamo. Il sostegno psicologico offre uno spazio per esplorare queste esperienze, comprenderne i meccanismi e sviluppare nuove risorse per affrontarle.
A volte sappiamo cosa ci fa stare male.
Più raramente capiamo perché.
Riconosciamo ciò che ci ferisce, ma fatichiamo a comprenderne le ragioni. Oppure ci ritroviamo a ripetere comportamenti e modalità relazionali che vorremmo cambiare. Queste sono alcune delle esperienze che incontro più spesso nei colloqui: forse in qualcuna ti riconoscerai.
Frasi che sento spesso
- Mi sveglio già preoccupata, prima ancora che succeda qualcosa.
- Se non ho tutto sotto controllo, sento che qualcosa andrà storto.
- Le emozioni mi travolgono: passo da zero a cento in un attimo.
- So che la mia paura è esagerata, ma non riesco a spegnerla.
Le emozioni hanno una funzione, anche quando fanno male.
Preoccupazioni persistenti, difficoltà a tollerare l'incertezza o reazioni emotive intense possono rendere complessa la gestione della quotidianità. L'ansia non è un errore del sistema: è un segnale di allarme che si è tarato su una soglia troppo bassa.
Comprendere la funzione delle emozioni e i meccanismi che alimentano il disagio è il primo passaggio per sviluppare strategie di gestione più flessibili.
Ansia e regolazione emotivaFrasi che sento spesso
- Qualsiasi cosa faccia, ho la sensazione di non essere mai abbastanza.
- Se sbaglio, non penso "ho fatto un errore": penso "sono sbagliata".
- Quando ricevo un complimento, mi sembra che non sia davvero per me.
- Mi vergogno di cose che, se le facesse un'altra persona, perdonerei subito.
L'autocritica non è esigenza: è una voce che ha una storia.
Sentirsi costantemente inadeguati, giudicarsi severamente o attribuire agli errori un significato negativo sul proprio valore può compromettere profondamente il benessere psicologico. Spesso quella voce critica è nata per proteggerci, e ha smesso di farlo.
Il lavoro si concentra sulla comprensione delle rappresentazioni di sé e dei processi che mantengono l'autosvalutazione e la vergogna.
Autostima, autocritica e vergognaFrasi che sento spesso
- Quando una persona mi è vicina, ho paura che prima o poi se ne andrà.
- Faccio fatica a chiedere: preferisco cavarmela da sola piuttosto che pesare.
- Mi fido, e poi al primo segnale ambiguo mi chiudo completamente.
- Finisco sempre in relazioni che si somigliano, anche se le persone sono diverse.
Il modo in cui amiamo si impara. E si può rileggere.
Il bisogno di vicinanza, la paura dell'abbandono, la difficoltà a fidarsi o a esprimere i propri bisogni influenzano profondamente il modo in cui viviamo le relazioni. Nessuno di questi vissuti è casuale: riflette aspettative su di sé e sugli altri costruite nel tempo.
Comprendere i propri schemi relazionali permette di esplorare come si costruiscono le aspettative su di sé e sugli altri, e di sperimentare modi nuovi di stare in relazione.
Relazioni affettive e attaccamentoFrasi che sento spesso
- So già come andrà a finire: succede sempre così, con chiunque.
- Mi accorgo del meccanismo solo dopo, quando ormai è scattato.
- Reagisco in modi che non mi somigliano e poi non riesco a spiegarmeli.
- Ho cambiato città, lavoro, persone. Il problema è venuto con me.
Ciò che si ripete ha avuto, un tempo, un senso.
Alcuni modi di pensare, reagire e stare in relazione tendono a ripresentarsi, anche quando producono sofferenza. Non per debolezza di volontà: perché sono stati, in un certo contesto, il modo migliore che avevamo per proteggerci o per ottenere ciò di cui avevamo bisogno.
Esplorare la propria storia e i significati attribuiti alle esperienze aiuta a riconoscere queste modalità, a comprenderne la funzione e a scegliere alternative.
Schemi personali e difficoltà ricorrentiFrasi che sento spesso
- So perfettamente cosa dovrei fare. È farlo, il problema.
- Inizio mille cose con entusiasmo e ne porto a termine poche.
- Mi dicono che sono distratta, disorganizzata, "troppo". Da sempre.
- Dopo la diagnosi ho capito tante cose, ma non so da dove cominciare.
Non è pigrizia, non è mancanza di volontà.
Nell'adulto l'ADHD si esprime spesso in modo silenzioso: fatica a organizzarsi, procrastinazione, difficoltà a regolare l'attenzione e le emozioni, un senso cronico di non rendere quanto si potrebbe. A tutto questo, negli anni, si aggiungono spesso ansia, autocritica e vergogna.
Mi sono formata in modo specifico sull'ADHD nell'adulto: offro sostegno psicologico, psicoeducazione e strategie concrete, a partire dal tuo funzionamento reale.
ADHD nell'adultoDifficoltà concrete,
comprese nel contesto della tua storia.
Non considero il disagio isolatamente. Ansia, autocritica, vergogna e difficoltà relazionali sono spesso facce diverse di uno stesso modo di funzionare: comprenderlo è il primo passo per cambiarlo.
Relazioni affettive e attaccamento
Il bisogno di vicinanza, la paura dell'abbandono, la difficoltà a fidarsi o a esprimere i propri bisogni. Comprendere i propri schemi relazionali per costruire legami più sicuri.
Autostima, autocritica e vergogna
Sentirsi inadeguati, giudicarsi severamente, leggere ogni errore come una prova del proprio scarso valore. Un lavoro sulle rappresentazioni di sé e sui processi che mantengono l'autosvalutazione.
Ansia e regolazione emotiva
Preoccupazioni persistenti, difficoltà a tollerare l'incertezza, reazioni emotive intense. Comprendere la funzione delle emozioni per sviluppare strategie di gestione più flessibili.
Schemi personali e difficoltà ricorrenti
Modi di pensare, reagire e stare in relazione che si ripetono anche quando fanno soffrire. Esplorare la propria storia per riconoscerli e comprenderne la funzione.
ADHD nell'adulto
Sostegno psicologico, psicoeducazione e strategie per adulti con ADHD o che si riconoscono in questo funzionamento. Attenzione, organizzazione, regolazione emotiva, autostima.
Non serve avere già un nome per ciò che senti.
A volte non sappiamo esattamente cosa non va. Il primo colloquio serve proprio a questo: mettere a fuoco insieme la domanda, senza fretta e senza etichette.
Le nostre reazioni
hanno una storia.
Il modo in cui interpretiamo le situazioni, reagiamo emotivamente e ci rapportiamo agli altri non si sviluppa nel vuoto. Nel corso della vita costruiamo rappresentazioni di noi stessi e delle relazioni, imparando modalità per affrontare le difficoltà, cercare sicurezza e rispondere ai nostri bisogni.
Queste modalità possono essere state adattive in determinati contesti, ma risultare meno funzionali in altri momenti della vita. Comprendere il proprio funzionamento non significa cercare un'unica causa nel passato, ma esplorare l'interazione tra storia personale, esperienze presenti, emozioni, pensieri e comportamenti.
Il mio orientamento è cognitivo-comportamentale a indirizzo evoluzionista: legge emozioni e comportamenti alla luce dei sistemi motivazionali che tutti condividiamo, dal bisogno di protezione a quello di cooperare. Nella sezione di psicoeducazione li ho resi esplorabili in 3D.
Un percorso costruito insieme.
Ogni persona porta con sé una storia, risorse e difficoltà differenti. Per questo il percorso parte dall'ascolto e dalla comprensione della domanda individuale, e procede per passi chiari e condivisi.
Primo contatto
Mi scrivi o mi chiami. Ci sentiamo brevemente per capire di cosa hai bisogno e fissiamo il primo colloquio, in studio o online.
Colloqui di conoscenza
Nei primi incontri mettiamo a fuoco le difficoltà attuali, la loro storia e i fattori che contribuiscono a mantenerle. È il momento di capire se sono la persona giusta per te.
Percorso condiviso
Concordiamo obiettivi e frequenza. Attraverso i colloqui esploriamo le modalità con cui affronti le esperienze emotive e relazionali e sperimentiamo alternative.
Verifica e conclusione
Periodicamente facciamo il punto su cosa sta cambiando. L'obiettivo è una maggiore consapevolezza di sé e risorse che restino tue anche dopo la fine del percorso.
ADHD nell'adulto:
un funzionamento, non un difetto.
Molti adulti arrivano a riconoscere il proprio ADHD dopo anni di spiegazioni sbagliate: "pigra", "disorganizzato", "non ti impegni". Mi sono formata in modo specifico per accompagnare chi vive questo funzionamento, prima o dopo una diagnosi.
- aPsicoeducazioneCapire cosa sono davvero attenzione, funzioni esecutive e regolazione emotiva nell'ADHD, e cosa significano nella tua giornata.
- bStrategie concreteOrganizzazione, gestione del tempo, routine sostenibili: strumenti costruiti sul tuo funzionamento, non su quello di qualcun altro.
- cSostegno psicologicoAnsia, autocritica e vergogna accumulate negli anni: uno spazio per rileggerle e alleggerirle.
Una psicologa clinica che lavora
sul significato, non solo sul sintomo.
Sono Gaia Nerli, psicologa clinica iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio e specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale a orientamento evoluzionista. Ricevo a Roma, in zona Piazza Bologna e in zona Cipro, e online.
Mi sono laureata con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l'Università Europea di Roma con una tesi sulla clinica della vergogna traumatica: un tema che continua a orientare il mio modo di guardare all'autocritica, all'ansia e alle difficoltà relazionali come esperienze che hanno una storia e un senso.
Ho maturato esperienza nel sostegno a persone con neurodivergenza e in contesti educativi, sviluppando un'attitudine alla gestione dei comportamenti-problema, alla progettazione di interventi individualizzati e al lavoro di rete. Mi sono formata in modo specifico sull'ADHD nell'adulto e come tutor degli apprendimenti per DSA, ADHD e altri BES.
Credo in un lavoro clinico che unisca rigore e calore: comprendere il proprio funzionamento, non per etichettarsi, ma per avere finalmente più scelta su come stare con sé e con gli altri.
Il mio percorso completoPrima di iniziare.
La psicologa è laureata in psicologia, ha superato l'Esame di Stato ed è iscritta all'Ordine: può svolgere colloqui di consulenza e sostegno psicologico, psicoeducazione e interventi di promozione del benessere. La psicoterapeuta ha completato in più una specializzazione quadriennale.
Sono psicologa clinica e specializzanda in psicoterapia: quello che offro sono percorsi di consulenza e sostegno psicologico, non psicoterapia. Se nel corso dei colloqui emergesse il bisogno di un intervento diverso, te lo dirò con chiarezza e ti aiuterò a orientarti.
Serve a conoscerci e a mettere a fuoco la tua domanda: cosa ti porta, da quanto tempo, cosa vorresti che cambiasse. Non devi prepararti nulla, né avere già un nome per quello che senti. Alla fine decidiamo insieme se e come proseguire.
Sì. Ricevo in studio a Roma, in zona Piazza Bologna (Metro B Bologna) e in zona Cipro (Metro A Cipro), e online tramite videochiamata. La modalità online è adatta a chi vive fuori Roma, ha difficoltà a spostarsi o preferisce la comodità di casa: la cura e la riservatezza sono le stesse.
Dipende dalla domanda e dagli obiettivi. Dopo i primi colloqui di conoscenza concordiamo insieme un percorso, con incontri di solito settimanali o quindicinali, e lo verifichiamo periodicamente. Alcune persone hanno bisogno di pochi incontri per orientarsi; altre scelgono un lavoro più lungo.
La tariffa viene comunicata in modo trasparente al primo contatto, prima di fissare l'appuntamento. I colloqui psicologici sono prestazioni sanitarie: ricevi una regolare ricevuta, detraibile come spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi.
Sì. Sono vincolata al segreto professionale previsto dal Codice Deontologico degli Psicologi italiani, e i tuoi dati personali sono trattati nel rispetto del GDPR. Anche nei colloqui online utilizzo piattaforme che garantiscono la riservatezza della comunicazione.
Prenota un primo colloquio.
Scrivimi o chiamami: rispondo di solito entro 24–48 ore. Possiamo sentirci brevemente per capire di cosa hai bisogno e fissare il primo incontro.
- Telefono / WhatsApp +39 331 727 7906
- Email gaianerli9313@gmail.com
- Studi Zona Piazza Bologna e zona Cipro, RomaMetro B Bologna · Metro A Cipro · indirizzo comunicato alla prenotazione
- Modalità In studio e online